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Jafar (in arabo: جعفر‎, Jaʿfar) è l'antagonista principale dei primi due film Disney Aladdin e Il ritorno di Jafar. Gran visir del sultano della cittadina di Agrabah, è anche un potente e malvagio stregone, che mira alla conquista della città e del mondo intero. Il personaggio è in parte ispirato a un visir veramente esistito, Ja'far ibn Yahya al-Barmaki (767-803), e al malvagio stregone di Aladino e la lampada meravigliosa.

Nella sua forma di genio assume un colore rossastro e una formidabile muscolatura, in netto contrasto col semplice Genio di Aladdin. In questo stato, rispecchia la natura primitiva dei jinn islamici: personalità demoniaca, desiderosa di rovinare le vite altrui e diretto legame con il fuoco, dato che lo usa soprattutto per i suoi attacchi magici, nonché per creare, nel climax de Il ritorno di Jafar, un enorme lago di lava. Ha sorella, Nasira, anch'essa maestra nelle arti magiche, comparsa nel gioco Aladdin: La vendetta di Nasira.[1]

Il personaggio è ispirato a Conrad Veidt, nel film Il ladro di Bagdad, dove appare un visir malvagio, capace di arti magiche, con lo stesso nome, ma solo caratterialmente. Jafar era stato originariamente immaginato con un carattere irritabile, ma gli autori hanno deciso che un criminale calmo sarebbe stato più spaventoso.[2] L'aspetto del personaggio, invece, si ispira ad Al Hirschfeld, da cui derivano le linee curve sul volto del personaggio per distinguerlo dagli altri protagonisti,[3] e dal doppiatore Jonathan Freeman[4], che ha suggerito agli animatori alcune idee sul personaggio, in particolare la gesticolazione delle mani.[4] Un ulteriore ispirazione è Zig Zag, antagonista del film animato The Thief and the Cobbler che ha molti aspetti in comune con Jafar: entrambi gran visir che vogliono diventare sultano e sposare la principessa, entrambi doppiogiochisti e manipolatori, entrambi con al soldo un volatile (Iago e Phido) e molto simili per aspetto fisico (inoltre Jonathan Freeman dichiarò di essersi basato su Vincent Price per realizzare la voce di Jafar e Price doppiò appunto Zig Zag).[5]

Personalità

Jafar è uno dei cattivi più intelligenti e colti della Disney. Lo dimostra il fatto che abbia un laboratorio pieno di macchinari, realizzati ovviamente col materiale che si trovava a quei tempi. Ha un carattere solitamente calmo e lo vediamo arrabbiato in rare occasioni. Di contro è, inoltre, avido di potere e spregevolmente vigliacco, come quando cerca di uccidere Aladdin o a tradimento o lasciando che siano le guardie del palazzo a catturarlo e ucciderlo (incolpando il protagonista per crimini mai commessi, come il rapimento della Principessa Jasmine nel primo film o l'omicidio del Sultano nel secondo film), o quando ipnotizza il Sultano, controllandolo con l'ipnosi perché obblighi Jasmine a sposarlo. Inoltre, è un uomo raffinato ma, verso la fine del film, si dimostra come è in realtà: un tipo rozzo e violento. Questo perché la possibilità di raggiungere l'onnipotenza grazie alla lampada e ai desideri, consente a Jafar di lasciarsi andare ad un atteggiamento oltre le righe. Da quel momento, Jafar desidera solo, come gli è ora possibile, la soddisfazione di tutti i suoi piaceri e usa i poteri da stregone prima e da Genio poi per giocare con il mondo e con gli altri. Jafar desidera il potere più di ogni altra cosa. Vuole essere il più potente dell'universo ed è questa brama insaziabile di potere a decretare la sua rovina, poiché dimentica che esistono cose più importanti del potere, come la libertà. Infatti, i geni ne sono privi e, quando diventa uno di loro, viene fatto prigioniero della sua stessa lampada. Nelle intenzioni degli autori, Jafar rappresenta uno specchio oscuro di Aladdin: entrambi desiderano essere di più di quello che sono ed entrambi utilizzano il Genio per ottenere questo status sociale superiore. Se da una parte Aladdin si comporta in maniera decisamente più nobile e meno egoista del visir, il fatto che si rifiuti di liberare il Genio e che progetti di mentire a Jasmine mascherandogli chi è in realtà lasciano intuire che, col tempo, e con la tentazione del potere, Aladdin sarebbe potuto diventare come Jafar. La somiglianza tra i due è ulteriormente accentuata nella canzone eliminata di Jafar Why Me dove viene rivelato che, come Aladdin, egli è nato e cresciuto poverissimo.

Biografia

Aladdin

Jafar compare la prima volta nel film Disney Aladdin. Gran visir medievale del bonario sultano di Agrabah, pur possedendo un covo segreto e un bastone-cobra ipnotizzatore, è inizialmente desideroso di usare una lampada magica rinchiusa nella Caverna delle Meraviglie, che consente solo ad una persona, il "Diamante allo stato grezzo", di entrare. Grazie a uno strano macchinario e all'aiuto dell'antropomorfo ed egocentrico pappagallo parlante Iago, trova la persona con questo attributo, cioè il ladro Aladdin, e lo rinchiude nelle prigioni del palazzo reale. Fa poi credere alla figlia del sultano, la principessa Jasmine, che lo aveva conosciuto poco tempo prima, che verrà giustiziato all'alba. Fatto ciò, si traveste da vecchietto e, comparendo al giovane, gli racconta della caverna e dei suoi tesori. Insieme, fuggono con un passaggio segreto e si dirigono verso l'ingresso. Arrivato a destinazione, Jafar dice ad Aladdin che, una volta datagli la lampada, lo ricompenserà. In realtà, come visto successivamente, tenta di ucciderlo, ma fallisce nel suo intento, perdendo anche la lampada, che rimane nelle mani di Aladdin. Molto più avanti nel film, riconosce il ragazzo nei panni del Principe Alì Ababua e ordina alle guardie di catturarlo ed eliminarlo. Dopo poco tempo, però, Aladdin riesce a ritornare al palazzo del sultano, ma Jago gli ruba la lampada approfittando di un suo momento di distrazione e Jafar così esprime al Genio il desiderio di essere sultano e poi quello di diventare "lo stregone più potente di tutto il mondo". Con i suoi nuovi poteri, fa ritornare in stracci il giovane e lo manda lontano dal palazzo. Grazie al tappeto volante, però, Aladdin ritorna al palazzo e combatte contro l'ex gran visir, ora divenuto un gigantesco cobra. Dopo uno scontro senza esclusione di colpi, Aladdin si ritrova avvolto e quasi soffocato nelle sue spire e allora gioca la sua ultima carta vincente: fa ricordare a Jafar che egli sarà sempre meno potente del Genio, poiché è stato lui a dargli i poteri. Di conseguenza, lo stregone esprime il suo ultimo desiderio, cioè divenire un "genio onnipotente", riuscendo così ad eguagliare i poteri della sua controparte. Non chiedendo però la "libertà", viene risucchiato, assieme a Iago, nella sua neonata lampada nera, che verrà poi spedita e sepolta nel deserto dal Genio, liberato da Aladdin dall'altra lampada.

Il ritorno di Jafar

Dopo aver trascorso soltanto quattro mesi di prigionia nella Caverna delle Meraviglie, alla fine Iago riesce ad uscire dalla Caverna e sbuca fuori dalla sabbia assieme a Jafar il quale, però, è ancora intrappolato nella sua lampada e ordina a Iago di strofinare la lampada per farlo uscire ma Iago, stanco dei suoi insulti e della sua mancanza di rispetto nei suoi confronti, rifiuta e, dopo che Jafar lo insulta ancora una volta, Iago afferra la lampada con ancora Jafar intrappolato al suo interno e la butta in un pozzo, dove Jafar urla prima di rimanerci intrappolato. Tuttavia, più tardi, grazie all'aiuto di un ladro di nome Abis Mal, che strofina la lampada nera pescata dal deserto per sbaglio, riesce ad uscire dalla sua prigione, anche se rimane dipendente da essa. Ritornato ad Agrabah grazie al suo nuovo perfido padrone, si rivolge a Iago, che ora è amico fedele di Aladdin, ma Jafar lo fa passare momentaneamente dalla sua parte, minacciandolo di punirlo gravemente se non ubbidisce e cospira nuovamente contro Aladdin. Si presenta al Genio comparendo dal nulla e, usando i suoi poteri estremamente superiori rispetto a quest'ultimo, lo rinchiude in una sfera magica. Poi, lo stregone intrappola tutti i suoi amici, eccetto Aladdin, allora in missione col sultano, in una cella. Tornato a palazzo, Aladdin, senza il sultano, viene accusato da Jasmine di averlo ucciso e lo condanna a morte: l'esecuzione avverrà all'alba. In realtà, era Jafar trasformato in Jasmine e la vera principessa era ancora rinchiusa in cella. Poco prima che Aladdin venga giustiziato, Iago, da tempo divenuto buono, spezza il globo in cui è rinchiuso il Genio, permettendogli di salvare il giovane. Aladdin, allora, tenta di riappropriarsi della lampada di Jafar. Comincia così una battaglia che vede Jafar ritornare genio e trasformare i giardini del palazzo in una mare di lava incandescente. Aladdin, aggrappato a un picco roccioso che sprofonda inesorabilmente nella lava, cerca in tutti i modi di raggiungere la lampada per distruggerla, ma senza successo. Quando tutto sembra perduto, Iago, con i suoi ultimi sforzi prima di svenire, perché colpito da un incantesimo di Jafar, riesce a gettare la sua lampada nella lava, dove si fonde. Il perfido stregone, in un urlo di rabbia e agonia, si distrugge e scompare.

Aladdin (serie animata)

Nella serie animata, essendo ormai morto, Jafar non compare e il vero antagonista principale è proprio Abis Mal, il suo ex-padrone. In compenso, però, è spesso citato da Aladdin e dai suoi compagni:

  • Iago dice a Cavid e Yalin, due poveri bambini di Agrabah, che il giorno dopo racconterà loro la storia di lui e di un visir pazzo e quando si vanta che c'è mancato tanto così che non governasse lui Agrabah, Abù s'infuria e lo rincorre.[6]
  • Aladdin e i suoi compagni si recano nella biblioteca di Jafar, dove ci sono tutti i libri di magia del mondo, per trovare un rimedio alla maledizione della goffaggine, lanciata ad Aladdin da Haroud, il fedele servitore di Abis Mal, ma è soltanto un trucco e quindi non c'è neanche nel libro di consulenze e soluzioni per maghi e stregoni, intitolato La gioia delle maledizioni. Comunque, in questo libro, Iago trova la Candela di Macma, posseduta da Abis Mal.[7]
  • Iago sorprende Aladdin dicendogli che in vita perfino Jafar temeva e stava alla larga dallo stregone Destano, un tipo molto difficile e sovrano della lontana Terra delle Sabbie Nere, il quale, nonostante la sua immensa potenza, è stato spodestato e schiavizzato dallo stregone Mozenrath, suo figlio adottivo. Inoltre, Mozenrath dichiara che con il Tirdak - una bestia che si ciba di qualunque elemento magico, sia esso un oggetto o una creatura vivente - al suo fianco, nessun mago potrà mai toccarlo e che lui sarà così potentissimo. A tale affermazione, Iago replica con la frase: "Questo qui è Jafar junior!"[8]
  • Pur non sapendo come e quando sia successo, apprendiamo inoltre che Mozenrath aveva conosciuto Jafar e, in un'occasione, si serve della stanza in cui abitava come nascondiglio per attuare il suo malvagio progetto di sequestrare la famiglia reale e conquistare Agrabah. Inoltre, Mozenrath odiava Jafar e difatti, quando Iago gli parla di lui per distrarlo, definendolo un tipo alto simile a un serpente, s'infuria e lo colpisce con una manata.[9]
  • Nel suo covo segreto è custodita una pietra magica, l'Occhio di Gasim, in grado di trasformare gli esseri viventi in fantasmi e, viceversa, di riportare in vita il duca dei morti viventi Ayam Aghoul. Scopriamo anche che Jafar non era un tipo ordinato.[10]
  • Aladdin spiega al Guardiano del tempio del Destino che è stato proprio Abu a rubare la lampada a Jafar: crede che tale gesto abbia cambiato la sua vita e anche quella del suo piccolo amico.[11]
  • Iago dice ad Aladdin e ai suoi compagni che Jafar lo portava sempre in giro con sé alla ricerca di roba magica e altro. Una volta, capitarono in un piccolo villaggio in riva al mare, dove sentirono parlare dalla gente del luogo del Globo di Makkhanà, un pericoloso scarafaggio parlante vecchio di diecimila anni, che vive in un'umida caverna su un'isola. Il Globo di Makkhanà è l'unico oggetto al mondo in grado di guarire i geni dalle malattie e, per ottenerlo, è necessario superare tre insidiosi ostacoli, pena la morte. Poiché nessuno era mai riuscito in tale impresa, Jafar aveva preferito non rischiare.[12]
  • Quando tutta Agrabah è vittima dell'incantesimo della stanchezza di Mirage, Iago fa un sogno piacevole, in cui affronta e sconfigge da solo il terribile Dominus Zanna, un gigantesco minotauro che ha parlato male di sua madre, e viene ricompensato dal Sultano con una piccola parte delle sue ricchezze e con la stima totale da parte dei suoi amici. Visto che non gli piace, Mirage non lo può permettere e così gli provoca un terribile incubo, in cui Iago si ritrova faccia a faccia con Jafar, il quale ha pronta per lui la gabbia dei tormenti.[13]
  • Per apprendere il più possibile sulla potente entità nota come l'Intangibile (responsabile della distruzione degli atlantidi, dei pompeani e dei babilonesi, ora intenzionata a fare la stessa cosa con Agrabah), il Genio consulta due libri della biblioteca di Jafar. Inoltre, insieme ad Aladdin, Abu e Tappeto, utilizza la fornace del suo laboratorio per creare la potente Lancia di Agamutha e cercare invano di sconfiggere la nuova nemica.[14]

Aladdin e il re dei ladri

Jafar non compare nemmeno nel terzo film, ma è comunque citato all'inizio dal Genio durante la canzone "C'è una festa qui ad Agrabah", per la precisione nel verso "Non c'è Jafar che puzza di morte": il Genio indossa anche una maschera con le sue fattezze.

Nella prima versione della storia, il vero ed unico cattivo principale doveva essere proprio lo stregone Mozenrath, colui che recitava la parte di Jafar junior nella serie animata. Siccome però Jonathan Brandis, il doppiatore originale di Mozenrath, non voleva riprendere il ruolo, l'idea fu abbandonata e i produttori ne approfittarono per distinguersi dalla serie animata. Così Mozenrath fu sostituito dal perfido Sa'luk, da sempre il nemico giurato di Cassim, padre di Aladdin e capo dei quaranta ladroni.[15]

Ercole e le Mille e Una Notte

In questo episodio, ambientato poco dopo il matrimonio di Aladdin e Jasmine, Ade riporta in vita Jafar e si allea con lo stregone per uccidere le loro rispettive nemesi. La vita di Jafar è legata al suo bastone magico: finché lo tiene in mano sarà vivo in carne e ossa, ma torna sotto forma spirituale se ne viene privato. Il bastone è molto resistente e dotato di grande magia (resiste quando Ercole gli lancia sopra la casa di Phil), ma alla fine Ercole, aiutato da Aladdin, riesce, con la sua forza sovrumana a distruggerlo, ritrasformando nuovamente lo stregone in un fantasma.

Aladdin (Live-Action)

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Poteri e abilità

Intelligenza notevole

Sia nella sua forma umana che nella sua forma di stregone (e successivamente di Genio), Jafar ha dimostrato di avere un'intelligenza straordinaria e un'astuzia paragonabile a quella del suo nemico giurato Aladdin. Ha scoperto (attraverso ricerche su vecchi manoscritti del Sanscrito) la doppia chiave (quella a forma di scarabeo volante) per aprire la Caverna delle Meraviglie e l'esistenza di Aladdin, il diamante allo stato grezzo, l'unico capace di entrare e uscire dalla caverna, con l'uso di una clessidra magica, alimentata da fulmini (sotto lo sforzo motorio del pappagallo Iago) e collegata al diamante azzurro dell'anello del Sultano, che funziona come un modernissimo computer. Anche la sua mente subdola non va sottovalutata: "invita" Aladdin a palazzo facendolo arrestare e poi, spacciandosi per un detenuto decrepito ma arguto, si finge socio del ragazzo e lo porta fino alla caverna, dove arriverà quasi al punto di prendere la lampada magica e ucciderlo. Inoltre, dopo aver scoperto che Aladdin e il Principe Alì Ababua sono la stessa persona, getta una fiala di un composto chimico che funge da fumogeno per sfuggire alle guardie e pianifica di rubare la lampada con l'aiuto di Iago. Nel secondo film, progetta prima di rinchiudere tutti i suoi nemici principali (il Genio, il Tappeto, Abù, il Sultano e Jasmine) in una stanza segreta e poi di far incriminare Aladdin per l'omicidio dello stesso Sultano, dove Jafar (trasformatosi in Jasmine) esibisce come prova il turbante del sovrano (squarciato col pugnale di Aladdin).

Bastone ipnotizzatore

Jafar possiede un bastone con la testa da cobra, con cui può ipnotizzare le persone. Durante il film, lo usa principalmente per soggiogare il sultano. Aladdin lo distrugge ma, quando Jafar esprime il desiderio di diventare uno stregone, viene ricreato dal Genio. Il bastone ricreato funge da bastone magico e l'unica differenza esteriore con quello precedente è che la testa di cobra ha la bocca spalancata. Ne Il ritorno di Jafar, Iago dice di essere stato ipnotizzato dal bastone di Jafar, mentre invece gli obbediva di sua spontanea volontà. Nella puntata della serie Hercules, Ade lo tiene quando può essere resuscitato.

Trasformazioni

Stregone

Come secondo desiderio, Jafar decide di diventare lo stregone più potente di tutto il mondo. Dopo la trasformazione, l'aspetto di Jafar rimane praticamente invariato, eccetto per alcuni cambiamenti al vestiario. Divenuto stregone, Jafar ha la capacità di manipolare i movimenti delle persone, annullare gli incantesimi del Genio, sputare fuoco e trasformarsi in qualsiasi cosa egli voglia. Alla fine del film, infatti, prima di trasformarsi in genio, si trasforma in un cobra gigante per fronteggiare Aladdin. Può creare cose dal nulla (blocca Aladdin con spade piovute dal cielo al suo comando e imprigiona Jasmine in una gigantesca clessidra), cambiare i vestiti delle persone (riporta Aladdin in stracci, veste il sultano da marionetta e Jasmine da serva), trasformare gli altri (tramuta Abu in un giocattolo e miniaturizza Raja) e mostra doti di telecinesi, quando fa partire una torre del palazzo come un razzo per spedire Aladdin e Abu dall'altra parte del mondo.

Cobra

Una volta ultimata la trasformazione, Jafar diventa un cobra gigante col dorso color nero e con il ventre color sabbia; il dorso è ricoperto da strisce color rosso fuoco. Jafar appare in questa forma per alcuni istanti perché decide subito di trasformarsi nel genio malvagio, dopo aver capito che i poteri del genio buono di Aladdin sono molto superiori a quelli di Jafar.

Genio

Come terzo e ultimo desiderio, Jafar decide di tramutarsi in un genio onnipotente, rendendo insignificanti i poteri del Genio, come dimostrato nel secondo film (ma è bene precisare che il suddetto Genio, dopo essere stato liberato, ha perso gran parte della sua magia. Dunque si può affermare che Jafar non si è mai scontrato contro i massimi poteri del gigante blu). Una volta trasformato, Jafar diventa un genio rosso e muscoloso, molto diverso dal genio di Aladdin. In questo stadio, può ingrandirsi a suo piacimento (nel primo film distrugge persino il tetto del palazzo del sultano), ma può anche riprendere la sua forma umana, come vediamo nel secondo film e lo si vedrà nel suo vero aspetto da Genio solo in alcune scene. Avendo richiesto di diventare il Genio più potente che ci sia ed essendo i poteri del Genio ridotti dopo essere stato liberato dalla schiavitù della lampada, nel secondo film i poteri di Jafar sono superiori a quelli del Genio. In questa forma, Jafar è l'essere non divino più potente dell'Universo, ma deve sottostare alle leggi della lampada, quindi non può uccidere, né fare innamorare le persone, né resuscitare i morti. Quindi, il suo punto debole risiede nella lampada, che lo intrappola al suo interno e, se viene distrutta, cosa che accadrà nel secondo film, farà morire il suo abitante.

Galleria

Per approfondire, vedi la voce Jafar/Gallery.


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Media
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Videogiochi: AladdinAladdin: La vendetta di NasiraDisney InfinityKingdom HeartsDisney Magiche StorieDisney Emoji Blitz
Personaggi
Originali: AladdinGenioJasmineAbuTappeto VolanteSultanoRajahJafarIagoVenditore RazoulGuardie realiGazeemPrincipe AchmedSultana
Sequel: Abis MalCassimSa'LukOracolo
Le magiche fiabe: AneesaHakeemSaharaSharma
Videogiochi: NasiraBizarrah
Eliminati: ZenaGenio dell'Anello
Remake: DaliaPrincipe AndersHakim
Luoghi
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Oggetti
Scettro di JafarLampada del GenioMano di Mida
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